Evidence Based Dentistry


L’estrema rapidità con cui le tecnologie avanzano, l’enorme quantità di ricerca scientifica prodotta, accanto al fiorire di terapie e approcci diagnostici cosiddetti naturali o alternativi rendono difficile per il libero professionista operare una scelta clinica che sia la migliore possibile per il proprio paziente. Sorgono nuove necessità: produrre ricerca scientifica di qualità elevata e priva di conflitti di interesse; riuscire ad acquisire rapidamente le informazioni derivate dalla ricerca e valutarle criticamente.
È indubbiamente una nuova sfida dato che tutto questo richiede una formazione adeguata.
Qual è quindi l’approccio più corretto all’aggiornamento professionale e alle scelte cliniche?
Anche se non esaustivo e soggetto a notevoli critiche l’approccio più corretto è la medicina basata sulle prove di efficacia. L’acronimo che la definisce è EBM (Evidence Based Medicine) ed è stato definito un procedimento decisionale clinico basato sull’integrazione delle migliori evidenze scientifiche disponibili con l’esperienza clinica e i valori espressi dal paziente. Da questa deriva l’Evidence Based Dentistry. L’acronimo più recente e più esplicativo è Evidence Based Practice (EBP) che sottolinea il ruolo essenzialmente pratico del procedimento e non solo filosofico-metodologico. Le Evidenze scientifiche (le informazioni aggiornate e metodologicamente valide della letteratura medica) sono solo una componente del processo decisionale del clinico. In un approccio Evidence Based il clinico deve essere in grado di individuare e analizzare la qualità delle evidenze disponibili (risultato della ricerca) e di valutare la loro applicabilità ad uno specifico problema del proprio paziente. L’assenza di evidenze non può generare una “paralisi” decisionale, per cui il clinico dovrà basare le  scelte sull’ esperienza derivata dal proprio percorso formativo e da trattamenti già effettuati con risultati ritenuti validi. A queste due componenti si aggiunge poi la terza che sono i valori, le preferenze del paziente, che possono giocare un ruolo importante nella decisione, per esempio sulla scelta di una terapia ortodontica più o meno estetica.
Quali sono le competenze che il clinico deve acquisire per svolgere la propria attività in modo EBP?
Il procedimento è stato ben definito dai fautori dell’EBP e consta di 5 passi:

•    Convertire il bisogno di informazione in quesiti clinici ben definiti
•    Ricercare con la massima efficienza, le migliori evidenze disponibili
•    Valutare criticamente la loro validità ed applicabilità clinica
•    Integrare le evidenze nelle proprie decisioni cliniche
•    Rivalutare continuamente la propria performance professionale

È indubbio che questo richiede una formazione specifica al clinico, ma il tempo utilizzato per questo sarà recuperato successivamente e soprattutto consentirà una attività clinica al passo con  tempi e dotata di senso critico.

LINK UTILI

Italian Cochrane Centre

Oral Healt Group
 
GIMBE - Evidence For Helth

NATURE.COM

CEBM - Centre for Evidenced Based Medicine

ADA - Centre for Evidence Based Dentistry